Pagine e pagelle 

Parole d'amore per chi ne ha voglia 

 

EZIO CAPPA - Parole d'amore per chi ne ha voglia, Stabilimento tipografico di Tivoli, 1989 - pagine 189 

Il lavoro che proponiamo all'attenzione dei nostri lettori appartiene ad Ezio Cappa, brienzano di paternità, che da molti anni vive a Tivoli, dove opera il Villaggio "Don Bosco", ai cui ragazzi è devoluto l'intero ricavato dell'opera.

Si tratta di una raccolta di racconti e poesie dedicata alle donne, a tutte le donne innamorate che sono le protagoniste di ogni storia umana.

L'opera di divide in due parti. La prima, intitolata "Parole per un sentimento", si compone di sette racconti brevi in cui la nota dominante è l'amore: amore per la vita, per il dubbio, la natura, ma soprattutto per una donna. Le donne sono le vere protagoniste di questi racconti; le donne che accendono l'animo dell'autore, lo infiammano, lo realizzano, lo innamorano. Lara, Elisa, Marcella, Concetta: ogni volta un nome diverso; ma la donna è una sola, sublime, angelica, che attira l'uomo, lo cattura, lo rende schiavo del suo amore. Il sentimento per una donna siffatta è il motivo conduttore di tutta l'opera: un sentimento forte, potente, appassionato ma allo stesso tempo platonico, enfatizzato, che va al di là dei sensi; un amore che tocca toni patetici in alcuni racconti, come in "C'è una lettera in mezzo alle scale", ma che, a volta, diventa addirittura comico, come ne "Il peso dei sentimenti".

Il primo è la storia di un amore vissuto attraverso decine di lettere anonime indirizzate ad un uomo solo, il quale si innamora della sconosciuta mittente, aspettando con ansia un segno della sua presenza; quando, alla fine, lei gli darà appuntamento in mezzo alle scale, solo allora lui si ricorda della sua sedia a rotelle che gli impedirà per sempre di andare incontro all'amore.

Il secondo è, invece, la storia curiosa e brillante, ma allo stesso tempo un po' malinconica, dell'avvocato Giuseppe D'Albio, Gegè per gli amici, un appassionato ed incallito corteggiatore di belle donne che si innamora perdutamente di donna Concetta, trentacinquenne, centoventi chili di stazza. La storia però offende la morale collettiva e il senso del pudore; pertanto la società-bene di Napoli costringe Gegè a troncare l'assurda relazione, pena l'espulsione dagli alti ranghi cittadini. Ma l'amore è forte, e forte pure è la volontà di liberarsi di tutti quei condizionamenti, e più Gegè è innamorato, più si ingozza e il suo peso aumenta; viceversa a donna Concetta la delusione amorosa ha tolto ogni appetito. I due, stanchi della separazione forzata, decideranno di incontrarsi; ma, per ironia della sorte, Gegè si vedrà rifiutato da Donna concetta, l'amore della sua vita, che, nel frattempo, è diventata un'esile e snella creatura, corteggiata da tutti i giovanotti di buona famiglia.

Accattivante è anche la seconda parte dell'opera, intitolata "Parole innamorate", che raccoglie sessantasei poesie. Dominante è il tema della quotidianità; piacevole l'accostamento alle cose di ogni giorno: i rubinetti chiusi, le bollette scadute, le tariffe telegrafiche, il soufflé, il gratin, l'alta cucina.

Sono parole dolci, soavi, che possono sembrare fatue e vuote ad un approccio distratto, ma che, invece, sono dense di significati se sono lette e sentite con la voglia di capire e la volontà di penetrare nella profondità del loro contesto.

È difficile sceglierne qualcuna da sottoporre al lettore, e d'altra parte non spetta a noi giudicare; preferiamo lasciarvi così con la speranza di avere acceso e stuzzicato la vostra curiosità e la vostra "voglia d'amore". 

 

G. T. L.